Chiesa di San Lorenzo Maggiore

Chiesa di San Lorenzo Maggiore

Corso di Porta Ticinese, 51b. (Apri Mappa)

Descrizione

La Basilica di San Lorenzo Maggiore è una delle chiese più antiche di Milano, in corso di Porta Ticinese, di fronte alle sedici colonne romane che la precedono: l'edificio fu ricostruito più volte, ma la pianta è ancora quella della fine del IV secolo.

Le colonne di San Lorenzo sono il primo colpo d'occhio: sedici colonne corinzie prese da un tempio romano vicino. Un tempo facevano da portico d'ingresso alla basilica. Nei secoli, tra una colonna e l'altra, sorsero catapecchie, e più volte si propose di abbatterle.

Dentro, la pianta è un quadrato con quattro absidi, un «tetraconco»: un grande spazio centrale con un deambulatorio ottagonale e due ordini di colonne. Questa forma incantò il Rinascimento: la studiarono Bramante, Leonardo e Giuliano da Sangallo.

La cappella di Sant'Aquilino, ottagonale e rivestita di marmi policromi, conserva mosaici paleocristiani con apostoli e patriarchi delle tribù di Israele. All'ingresso un portale romano è decorato con rilievi di piante e animali. Poco più in là c'è la più piccola cappella di Sant'Ippolito.

Incendi nel 1071 e nel 1075, la cupola crollata nel 1103, un altro incendio nel 1124. E nel 1573, durante una messa, la cupola venne giù di nuovo. Eppure San Lorenzo è ancora qui, con la sua pianta di epoca romana.

Fu costruita tra il 390 e il 410, quando Milano era capitale dell'Impero d'Occidente, accanto al palazzo imperiale. Per le fondamenta usarono i blocchi dell'anfiteatro, demolito poco prima, nel 401. Ma chi la volle davvero resta un mistero.

Forse il generale Stilicone. Intorno alla basilica, una volta, si vedevano anche case di conciatori di pelle: furono abbattute nell'Ottocento, e dopo i bombardamenti del 1944-1945 si creò il parco delle Basiliche, da cui si ha una bella vista sul complesso.

Sull'altare maggiore c'è un dipinto della Madonna del Latte: nel 1585 un'inferma fu guarita davanti a quell'immagine, esposta in piazza della Vetra, e le donazioni che seguirono permisero di ricostruire la chiesa più in fretta.