Descrizione
La basilica di Sant'Eustorgio è una delle chiese più antiche di Milano, vicino a Porta Ticinese. È la chiesa dei Re Magi: qui, secondo la tradizione, arrivarono le loro reliquie, e dentro ci sono due capolavori che da soli valgono la visita.
Tutto comincia con un carro, un sarcofago enorme e due buoi stremati che a un certo punto crollano a terra, alle porte della città. Per il vescovo Eustorgio fu un segno: i Magi volevano restare lì.
Così, secondo la tradizione, nacque intorno al 344 la basilica. Il sarcofago con le reliquie era un dono dell'imperatore Costante, arrivato da Costantinopoli e destinato in origine alla basilica di Santa Tecla.
I Magi restarono a Milano per secoli. Poi, nel 1162, arrivò il Barbarossa, e il suo cancelliere Rainaldo di Dassel li portò a Colonia, dove sono ancora. Qui rimase il sarcofago vuoto, con una stella e la scritta «Sepulcrum trium Magorum».
I milanesi li richiesero invano per secoli. Solo all'inizio del Novecento tornò qualche frammento: due peroni, una tibia e una vertebra, oggi in una teca vicino al sarcofago, nella cappella dei Magi, nel transetto destro.
Il gioiello della chiesa è la cappella Portinari, costruita tra il 1462 e il 1468 da un fiorentino, Pigello Portinari, agente del Banco dei Medici a Milano. È la testimonianza più evidente dell'architettura fiorentina nella Milano del Quattrocento, con due ambienti quadrati sormontati da cupole.
Sulle pareti c'è un ciclo di affreschi di Vincenzo Foppa sulla vita di san Pietro Martire e della Vergine. Al centro, l'Arca di san Pietro Martire, scolpita da Giovanni di Balduccio nel 1339: un sarcofago di marmo sorretto da otto pilastri, con le statue delle virtù.
Pietro da Verona era un predicatore domenicano, ucciso da un eretico nel 1252 e fatto santo. Dal Duecento la basilica fu la sede principale dei domenicani a Milano.
Lungo il fianco destro si aprono le cappelle delle grandi famiglie: i Brivio, i Torelli, i Visconti. Dietro l'altare maggiore, sotto il livello del pavimento, si vedono anche i resti dell'aula paleocristiana.
Da non perdere
• La cappella Portinari.
• L'Arca di san Pietro Martire.
• Il sarcofago dei Magi.
• Il campanile.
Lo sapevi?
• Sul campanile, al posto della croce, c'è una stella a otto punte: quella dei Magi.
• Il campanile, alto 75 metri e costruito tra il 1297 e il 1309, ospitò il primo orologio pubblico d'Italia.
• Si racconta che Pietro Martire, morente, fece in tempo a scrivere «credo» nella polvere.
Tutto comincia con un carro, un sarcofago enorme e due buoi stremati che a un certo punto crollano a terra, alle porte della città. Per il vescovo Eustorgio fu un segno: i Magi volevano restare lì.
Così, secondo la tradizione, nacque intorno al 344 la basilica. Il sarcofago con le reliquie era un dono dell'imperatore Costante, arrivato da Costantinopoli e destinato in origine alla basilica di Santa Tecla.
I Magi restarono a Milano per secoli. Poi, nel 1162, arrivò il Barbarossa, e il suo cancelliere Rainaldo di Dassel li portò a Colonia, dove sono ancora. Qui rimase il sarcofago vuoto, con una stella e la scritta «Sepulcrum trium Magorum».
I milanesi li richiesero invano per secoli. Solo all'inizio del Novecento tornò qualche frammento: due peroni, una tibia e una vertebra, oggi in una teca vicino al sarcofago, nella cappella dei Magi, nel transetto destro.
Il gioiello della chiesa è la cappella Portinari, costruita tra il 1462 e il 1468 da un fiorentino, Pigello Portinari, agente del Banco dei Medici a Milano. È la testimonianza più evidente dell'architettura fiorentina nella Milano del Quattrocento, con due ambienti quadrati sormontati da cupole.
Sulle pareti c'è un ciclo di affreschi di Vincenzo Foppa sulla vita di san Pietro Martire e della Vergine. Al centro, l'Arca di san Pietro Martire, scolpita da Giovanni di Balduccio nel 1339: un sarcofago di marmo sorretto da otto pilastri, con le statue delle virtù.
Pietro da Verona era un predicatore domenicano, ucciso da un eretico nel 1252 e fatto santo. Dal Duecento la basilica fu la sede principale dei domenicani a Milano.
Lungo il fianco destro si aprono le cappelle delle grandi famiglie: i Brivio, i Torelli, i Visconti. Dietro l'altare maggiore, sotto il livello del pavimento, si vedono anche i resti dell'aula paleocristiana.
Da non perdere
• La cappella Portinari.
• L'Arca di san Pietro Martire.
• Il sarcofago dei Magi.
• Il campanile.
Lo sapevi?
• Sul campanile, al posto della croce, c'è una stella a otto punte: quella dei Magi.
• Il campanile, alto 75 metri e costruito tra il 1297 e il 1309, ospitò il primo orologio pubblico d'Italia.
• Si racconta che Pietro Martire, morente, fece in tempo a scrivere «credo» nella polvere.