Museo Diocesano

Museo Diocesano

Corso di Porta Ticinese, 95. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini custodisce i tesori d'arte sacra della diocesi di Milano nei chiostri dell'antico convento di Sant'Eustorgio, a Milano. Dai frammenti del IV secolo ai disegni di van Gogh, è un museo più ricco e vario di quanto il nome faccia pensare.

Il percorso si apre con sant'Ambrogio: frammenti delle porte di legno della sua prima basilica, un busto in stucco del X secolo e la capsella d'argento di San Nazaro, un reliquiario del IV secolo grande come un cubo di venti centimetri, con scene sbalzate sui lati.

Una sezione è dedicata ai quadri delle parrocchie lombarde, con Michelino da Besozzo, il Bergognone, Marco d'Oggiono e il Magnasco. Poi la raccolta dei fondi oro Crespi: 41 tavole dai fondi dorati, per lo più toscane e umbre, dei secoli XIV e XV, con Bernardo Daddi e Sano di Pietro.

Ci sono anche le collezioni dei cardinali, tra cui la collezione Monti con Cerano, Guido Reni, Tintoretto e Morazzone. Al piano terra, Lucio Fontana: i gessi preparatori della quinta porta del Duomo e la Via Crucis bianca, in quattordici stazioni.

La collezione Sozzani raccoglie 105 disegni dal Quattrocento al Novecento: tra Ingres, Delacroix, Corot e Balthus c'è anche un van Gogh. E se capita una mostra temporanea, il museo ospita anche quella.

Tutto cominciò con una lettera. Nel 1931 l'arcivescovo di Milano, il beato Ildefonso Schuster, scrisse al clero "Per l'arte sacra e per un museo diocesano". Il museo arrivò settant'anni dopo, inaugurato dal cardinale Carlo Maria Martini nel dicembre 2001.

Il luogo ha una lunga storia. I chiostri appartenevano al convento domenicano di Sant'Eustorgio, la basilica che secondo la tradizione custodiva le reliquie dei Re Magi, finché dopo il saccheggio del Barbarossa finirono a Colonia. I bombardamenti della seconda guerra mondiale li avevano ridotti in condizioni pessime.

Nel 1960 il futuro Paolo VI, Giovan Battista Montini, indicò quei chiostri come sede del nuovo museo, ma servirono altri decenni per restaurarli.