Descrizione
I Navigli sono i canali di Milano, il quartiere d'acqua intorno alla Darsena, nella zona di Porta Ticinese. Un tempo formavano un sistema che collegava la città ai laghi Maggiore e di Como, al Ticino e al Po; oggi restano i tratti intorno alla Darsena, con le case di ringhiera, i locali e i mercatini sulle sponde.
Il punto di partenza è la Darsena, un bacino lungo e curvo scavato nel 1603 dagli spagnoli, il vecchio porto della città. Qui il Naviglio Grande entra e il Pavese esce: è il centro di tutto, con le rive piene di gente nelle sere d'estate.
Il Naviglio Grande parte dalla Darsena in direzione del Ticino. Nato da un canale militare del 1152, divenne navigabile nel Duecento. Fu la strada del commercio milanese e, con le sue 116 bocche d'irrigazione, bagnò anche le campagne intorno.
Il Naviglio Pavese, voluto da Napoleone e finito nel 1819, porta invece verso Pavia. Doveva collegare Milano al mare: con i piroscafi, a metà Ottocento una linea regolare andava fino a Venezia e Trieste.
La Conca di Viarenna, costruita dalla Fabbrica del Duomo tra il 1551 e il 1558, era il primo gradino d'acqua tra il Naviglio Grande e la Cerchia interna. Una lapide del 1497 ricorda il decreto che esentava dai dazi le barche del Duomo.
Quello che resta oggi è solo una parte. Milano, che non ha un grande fiume, si è scavata l'acqua da sola: la Cerchia dei Navigli, che in centro girava intorno alle mura medievali, fu coperta tra il 1928 e il 1930 per l'acqua stagnante e il traffico.
Il suo percorso si riconosce ancora nelle strade: via Senato, via Visconti di Modrone, via Francesco Sforza, via Carducci. Ogni tanto si torna a parlare di riaprirla; un progetto lo ha studiato anche il Politecnico.
Quando a Milano qualcosa è gratis, si dice che è «a ufo». Il modo di dire viene dai Navigli: sulle barche che portavano il marmo per il Duomo c'era la sigla AUF, «ad usum fabricae», e per loro niente dazi.
Il marmo di Candoglia faceva un viaggio di circa 105 km dal lago Maggiore fino al cantiere. Un approdo, il laghetto di Santo Stefano, accoglieva le barche vicino al Duomo.
Con la copertura dei canali il traffico di barche finì e la Darsena cambiò vita. Nel 1953 era ancora il tredicesimo porto d'Italia per merci ricevute; oggi è un luogo di passeggio, con locali, ristoranti e mercatini sulle sponde.
Da non perdere
• La Darsena.
• Il Naviglio Grande.
• Il Vicolo dei Lavandai.
• La Conca di Viarenna.
Lo sapevi?
• Leonardo, che a Milano studiò le acque dall'alto, progettò un canale per collegare Milano al lago di Como superando le rapide dell'Adda: per l'epoca era troppo ardito.
• Il Naviglio Grande portava il marmo del Duomo dal lago Maggiore fino al cantiere.
Il punto di partenza è la Darsena, un bacino lungo e curvo scavato nel 1603 dagli spagnoli, il vecchio porto della città. Qui il Naviglio Grande entra e il Pavese esce: è il centro di tutto, con le rive piene di gente nelle sere d'estate.
Il Naviglio Grande parte dalla Darsena in direzione del Ticino. Nato da un canale militare del 1152, divenne navigabile nel Duecento. Fu la strada del commercio milanese e, con le sue 116 bocche d'irrigazione, bagnò anche le campagne intorno.
Il Naviglio Pavese, voluto da Napoleone e finito nel 1819, porta invece verso Pavia. Doveva collegare Milano al mare: con i piroscafi, a metà Ottocento una linea regolare andava fino a Venezia e Trieste.
La Conca di Viarenna, costruita dalla Fabbrica del Duomo tra il 1551 e il 1558, era il primo gradino d'acqua tra il Naviglio Grande e la Cerchia interna. Una lapide del 1497 ricorda il decreto che esentava dai dazi le barche del Duomo.
Quello che resta oggi è solo una parte. Milano, che non ha un grande fiume, si è scavata l'acqua da sola: la Cerchia dei Navigli, che in centro girava intorno alle mura medievali, fu coperta tra il 1928 e il 1930 per l'acqua stagnante e il traffico.
Il suo percorso si riconosce ancora nelle strade: via Senato, via Visconti di Modrone, via Francesco Sforza, via Carducci. Ogni tanto si torna a parlare di riaprirla; un progetto lo ha studiato anche il Politecnico.
Quando a Milano qualcosa è gratis, si dice che è «a ufo». Il modo di dire viene dai Navigli: sulle barche che portavano il marmo per il Duomo c'era la sigla AUF, «ad usum fabricae», e per loro niente dazi.
Il marmo di Candoglia faceva un viaggio di circa 105 km dal lago Maggiore fino al cantiere. Un approdo, il laghetto di Santo Stefano, accoglieva le barche vicino al Duomo.
Con la copertura dei canali il traffico di barche finì e la Darsena cambiò vita. Nel 1953 era ancora il tredicesimo porto d'Italia per merci ricevute; oggi è un luogo di passeggio, con locali, ristoranti e mercatini sulle sponde.
Da non perdere
• La Darsena.
• Il Naviglio Grande.
• Il Vicolo dei Lavandai.
• La Conca di Viarenna.
Lo sapevi?
• Leonardo, che a Milano studiò le acque dall'alto, progettò un canale per collegare Milano al lago di Como superando le rapide dell'Adda: per l'epoca era troppo ardito.
• Il Naviglio Grande portava il marmo del Duomo dal lago Maggiore fino al cantiere.