Descrizione
La Pinacoteca Ambrosiana è il museo d'arte del Palazzo dell'Ambrosiana, nel centro di Milano, a un passo da piazza del Duomo. Nata nel Seicento accanto a una biblioteca celebre, custodisce dipinti di Leonardo, Botticelli, Raffaello e Caravaggio in un percorso raccolto, da fare con calma.
Il cuore è la collezione del cardinale Federico Borromeo, nelle sale intorno alla sala di lettura, allestite come lui stesso le aveva descritte nel 1625. Qui c'è la Canestra di frutta di Caravaggio e il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il disegno preparatorio dell'affresco vaticano.
La Sala Leonardi riunisce il Ritratto di musico, dipinto da Leonardo da Vinci, e le opere dei suoi allievi, da Salaì a Boltraffio. Tra i dipinti del Quattrocento spicca la Madonna del Padiglione di Botticelli, in una sala che ospita anche Bergognone e Zenale.
Più avanti il percorso si allarga ai maestri dei secoli seguenti: Tiziano, Moretto da Brescia, Luini, Bramantino, la Maddalena penitente di Guido Reni, i paesaggi invernali del fiammingo Avercamp, la natura morta con gli strumenti musicali di Baschenis.
La Sala della Medusa prende il nome dalla fontana in bronzo della Medusa piangente. Da qui si entra negli ambienti aggiunti nel 1928, con la Pietà di Giottino, vetrine di oggetti rari e una grande vetrata dantesca di Giuseppe Bertini.
Gli ultimi piani arrivano all'Ottocento: il Ritratto di Napoleone di Andrea Appiani e i quadri di Hayez, tra cui Il bacio. In corridoio si vedono rilievi del Bambaia e affreschi di una chiesa demolita nel 1831.
La pinacoteca è inseparabile dalla biblioteca. Qui si conserva il Codice Atlantico di Leonardo, uno dei manoscritti donati nel 1637: dopo le razzie di Napoleone, è l'unico rimasto in sede. Gli fa compagnia il Virgilio appartenuto a Petrarca, con una miniatura di Simone Martini.
Federico Borromeo aveva un'idea rivoluzionaria per il Seicento: l'arte e il sapere dovevano essere di tutti, gratis. Nel 1609 aprì la biblioteca, nel 1618 le affiancò la sua collezione di quadri, e poco dopo una scuola per giovani pittori e scultori.
Per i suoi allievi fece copiare i capolavori più celebri. Tra questi l'Ultima Cena di Leonardo, che già allora si stava rovinando. La copia, opera di Andrea Bianchi, serviva perché il capolavoro non andasse perduto per sempre.
L'accademia di pittura e scultura nacque nel 1621. Il primo a insegnarvi pittura fu il Cerano, ma l'unico allievo di rilievo fu Daniele Crespi. L'Accademia di Brera, fondata nel 1776 da Maria Teresa d'Austria, ebbe molti più mezzi e cattedre.
Da non perdere
• La Canestra di frutta di Caravaggio.
• Il cartone della Scuola di Atene di Raffaello.
• Il Ritratto di musico di Leonardo.
• La Madonna del Padiglione di Botticelli.
• Il Codice Atlantico.
Lo sapevi?
• L'Ambrosiana conserva una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, che nell'Ottocento attirava letterati e poeti. La leggenda vuole che la notte dei morti il suo spirito torni a pettinarla.
• Il Codice Atlantico è esposto a rotazione, con mostre a tema.
Il cuore è la collezione del cardinale Federico Borromeo, nelle sale intorno alla sala di lettura, allestite come lui stesso le aveva descritte nel 1625. Qui c'è la Canestra di frutta di Caravaggio e il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il disegno preparatorio dell'affresco vaticano.
La Sala Leonardi riunisce il Ritratto di musico, dipinto da Leonardo da Vinci, e le opere dei suoi allievi, da Salaì a Boltraffio. Tra i dipinti del Quattrocento spicca la Madonna del Padiglione di Botticelli, in una sala che ospita anche Bergognone e Zenale.
Più avanti il percorso si allarga ai maestri dei secoli seguenti: Tiziano, Moretto da Brescia, Luini, Bramantino, la Maddalena penitente di Guido Reni, i paesaggi invernali del fiammingo Avercamp, la natura morta con gli strumenti musicali di Baschenis.
La Sala della Medusa prende il nome dalla fontana in bronzo della Medusa piangente. Da qui si entra negli ambienti aggiunti nel 1928, con la Pietà di Giottino, vetrine di oggetti rari e una grande vetrata dantesca di Giuseppe Bertini.
Gli ultimi piani arrivano all'Ottocento: il Ritratto di Napoleone di Andrea Appiani e i quadri di Hayez, tra cui Il bacio. In corridoio si vedono rilievi del Bambaia e affreschi di una chiesa demolita nel 1831.
La pinacoteca è inseparabile dalla biblioteca. Qui si conserva il Codice Atlantico di Leonardo, uno dei manoscritti donati nel 1637: dopo le razzie di Napoleone, è l'unico rimasto in sede. Gli fa compagnia il Virgilio appartenuto a Petrarca, con una miniatura di Simone Martini.
Federico Borromeo aveva un'idea rivoluzionaria per il Seicento: l'arte e il sapere dovevano essere di tutti, gratis. Nel 1609 aprì la biblioteca, nel 1618 le affiancò la sua collezione di quadri, e poco dopo una scuola per giovani pittori e scultori.
Per i suoi allievi fece copiare i capolavori più celebri. Tra questi l'Ultima Cena di Leonardo, che già allora si stava rovinando. La copia, opera di Andrea Bianchi, serviva perché il capolavoro non andasse perduto per sempre.
L'accademia di pittura e scultura nacque nel 1621. Il primo a insegnarvi pittura fu il Cerano, ma l'unico allievo di rilievo fu Daniele Crespi. L'Accademia di Brera, fondata nel 1776 da Maria Teresa d'Austria, ebbe molti più mezzi e cattedre.
Da non perdere
• La Canestra di frutta di Caravaggio.
• Il cartone della Scuola di Atene di Raffaello.
• Il Ritratto di musico di Leonardo.
• La Madonna del Padiglione di Botticelli.
• Il Codice Atlantico.
Lo sapevi?
• L'Ambrosiana conserva una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, che nell'Ottocento attirava letterati e poeti. La leggenda vuole che la notte dei morti il suo spirito torni a pettinarla.
• Il Codice Atlantico è esposto a rotazione, con mostre a tema.