Descrizione
La Pinacoteca di Brera è la grande galleria d'arte di Milano, nel palazzo di Brera, nel quartiere omonimo. Raccoglie soprattutto pittura veneta e lombarda, con capolavori di Mantegna, Raffaello, Piero della Francesca e Caravaggio.
Si entra da un bel cortile con portici su due piani. Al centro c'è Napoleone come Marte pacificatore, in bronzo, scolpito da Canova. Sotto i portici, statue e busti di illustri milanesi.
Il cuore del percorso è la sala dedicata a Urbino. Qui c'è lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, firmato e datato 1504, e la Pala Montefeltro, l'ultima opera nota di Piero della Francesca. Sono due icone del museo.
Poco prima, il Cristo morto di Mantegna: il corpo visto dai piedi, in uno scorcio audace, accanto ad altre opere del pittore veneto. In un'altra sala, la Cena in Emmaus di Caravaggio, una delle due sole sue tele visibili a Milano, insieme alla Canestra di frutta dell'Ambrosiana.
L'Ottocento è il turno di Hayez, che a Brera insegnava disegno: il suo Bacio è una delle opere più note dell'artista. Al centro di una sala c'è anche la grande Fiumana di Pellizza da Volpedo, studio preparatorio del Quarto Stato.
Quasi tutti i grandi musei italiani sono nati dalla passione di un collezionista. Brera no: è nata da un'idea politica, e da una requisizione. All'inizio c'era solo l'Accademia di Belle Arti, fondata da Maria Teresa d'Austria nel 1776, con gessi e quadretti da copiare per gli allievi.
Poi arrivarono i francesi, e chiese e conventi del nord Italia furono soppressi. Le opere migliori partirono per Parigi, le altre presero la strada di Milano: la nuova pinacoteca doveva raccontare l'arte del Regno d'Italia. Per ospitarle, l'antica chiesa di Santa Maria di Brera fu divisa in due piani.
Le prime sale aprirono il 15 agosto 1809, compleanno di Napoleone. Nella seconda guerra mondiale le bombe del 1943 fecero crollare le volte di ventisei sale su trentaquattro, ma i quadri erano già al sicuro, grazie alla direttrice Fernanda Wittgens.
Da non perdere
• Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
• La Pala Montefeltro di Piero della Francesca.
• Il Cristo morto di Mantegna.
• La Cena in Emmaus di Caravaggio.
• Il Bacio di Hayez.
Lo sapevi?
• La Cena in Emmaus arrivò nel 1939, comprata dagli Amici di Brera, un'associazione di sostenitori del museo.
• Brera sorge su un antico convento degli Umiliati: il nome viene da «braida», terreno incolto alle porte della città.
Si entra da un bel cortile con portici su due piani. Al centro c'è Napoleone come Marte pacificatore, in bronzo, scolpito da Canova. Sotto i portici, statue e busti di illustri milanesi.
Il cuore del percorso è la sala dedicata a Urbino. Qui c'è lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, firmato e datato 1504, e la Pala Montefeltro, l'ultima opera nota di Piero della Francesca. Sono due icone del museo.
Poco prima, il Cristo morto di Mantegna: il corpo visto dai piedi, in uno scorcio audace, accanto ad altre opere del pittore veneto. In un'altra sala, la Cena in Emmaus di Caravaggio, una delle due sole sue tele visibili a Milano, insieme alla Canestra di frutta dell'Ambrosiana.
L'Ottocento è il turno di Hayez, che a Brera insegnava disegno: il suo Bacio è una delle opere più note dell'artista. Al centro di una sala c'è anche la grande Fiumana di Pellizza da Volpedo, studio preparatorio del Quarto Stato.
Quasi tutti i grandi musei italiani sono nati dalla passione di un collezionista. Brera no: è nata da un'idea politica, e da una requisizione. All'inizio c'era solo l'Accademia di Belle Arti, fondata da Maria Teresa d'Austria nel 1776, con gessi e quadretti da copiare per gli allievi.
Poi arrivarono i francesi, e chiese e conventi del nord Italia furono soppressi. Le opere migliori partirono per Parigi, le altre presero la strada di Milano: la nuova pinacoteca doveva raccontare l'arte del Regno d'Italia. Per ospitarle, l'antica chiesa di Santa Maria di Brera fu divisa in due piani.
Le prime sale aprirono il 15 agosto 1809, compleanno di Napoleone. Nella seconda guerra mondiale le bombe del 1943 fecero crollare le volte di ventisei sale su trentaquattro, ma i quadri erano già al sicuro, grazie alla direttrice Fernanda Wittgens.
Da non perdere
• Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
• La Pala Montefeltro di Piero della Francesca.
• Il Cristo morto di Mantegna.
• La Cena in Emmaus di Caravaggio.
• Il Bacio di Hayez.
Lo sapevi?
• La Cena in Emmaus arrivò nel 1939, comprata dagli Amici di Brera, un'associazione di sostenitori del museo.
• Brera sorge su un antico convento degli Umiliati: il nome viene da «braida», terreno incolto alle porte della città.