Grattacielo Pirelli

Grattacielo Pirelli

Via Fabio Filzi 25-27. (Apri Mappa)

Descrizione

Il grattacielo Pirelli, il «Pirellone», è il grattacielo di Gio Ponti accanto alla Stazione Centrale: 127 metri, 31 piani, una sagoma sottile e smussata che è diventata un simbolo di Milano. Ospita il Consiglio regionale della Lombardia.

Milano aveva una regola non scritta: nessun palazzo più alto della Madonnina del Duomo. Nel 1960 il Pirellone la superò di slancio. E per farsi perdonare se ne mise una in cima: una piccola replica della statua dorata.

Lo progettò Gio Ponti, con un gruppo di architetti e ingegneri, per gli uffici dell'azienda di pneumatici Pirelli, dove sorgevano gli stabilimenti distrutti dalle bombe della guerra. I lavori andarono dal 1956 al 1960.

La vera sfida era il vento. Il palazzo è alto e sottile, e non è d'acciaio come i grattacieli americani, ma di calcestruzzo armato. A tenerlo in piedi ci pensò l'ingegnere Pier Luigi Nervi, tra i consulenti.

Quattro grandi pilastri, larghi due metri alla base e mezzo metro in cima, salgono lungo le facciate e si vedono anche da fuori. All'epoca era il grattacielo di calcestruzzo più alto d'Europa e rimase il più alto d'Italia fino al 1995.

Da non perdere i quattro pilastri in vista sulle facciate e, per chi riesce a salirci, il belvedere del 32° piano, aperto solo in alcune giornate speciali, con la vista su tutta la città.

Il progetto ispirò altri palazzi nel mondo: si dice il Pan Am Building di New York, e di sicuro il grattacielo Telefunken di Berlino, i cui architetti visitarono il cantiere. Adriano Celentano lo cantò come «un albero di trenta piani».

La storia ha anche un capitolo doloroso. Il 18 aprile 2002 un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano: morirono il pilota e due dipendenti della Regione. Quel piano è oggi il Luogo della memoria.

Il Pirellone ha anche una vita sportiva: i suoi 710 scalini sono il percorso delle gare «run up», in cui gli atleti salgono di corsa fino all'ultimo piano.