Museo Archeologico

Museo Archeologico

Corso Magenta, 15. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo Archeologico di Milano racconta Mediolanum, la città romana che sorgeva dove oggi c'è corso Magenta. Ha sede nell'ex Monastero Maggiore di San Maurizio, e già l'edificio è un reperto: tra i chiostri affiorano mura, torri e le fondamenta di una villa antica.

Il percorso comincia da un grande plastico all'ingresso. Sovrappone la Milano di oggi a quella tardoantica, con le mura dell'imperatore Massimiano, il circo, il teatro, le terme, il palazzo imperiale e i corsi d'acqua: serve a capire dove si cammina.

Poi vengono le sale romane, su due livelli: ritratti in marmo, pitture, mosaici e più di 500 epigrafi, anche se solo una parte è esposta. Una piccola sezione porta molto più lontano, all'arte del Gandhara.

Il pezzo più famoso è la Coppa Diatreta Trivulzio, del IV secolo: un vaso di vetro lavorato a traforo, come un merletto. Accanto spicca la patera di Parabiago, un piatto d'argento tardo-imperiale con il trionfo della dea Cibele.

Da non perdere anche il Tesoro di Lovere, vasellame da tavola in argento del III secolo trovato in una tomba nel 1907, e il ritratto in marmo tradizionalmente identificato con l'imperatore Massimiano Erculeo, del 300 circa.

Nella palazzina di via Nirone le collezioni continuano con le sezioni altomedievale, etrusca e greca, una per piano. La parte preistorica ed egizia, invece, è al Castello Sforzesco.

Ma la sorpresa è nel chiostro: una torre alta 14 metri, che faceva parte dei carceres del circo, da cui partivano i carri da corsa. Nel Duecento la si credette la prigione dei santi martiri Nabore, Felice, Gervaso e Protaso. Era un equivoco.

Per questo le sue pareti si coprirono di affreschi di ispirazione giottesca con figure di santi, oggi accostati a una scultura contemporanea di Domenico Paladino, donata dall'artista.

Il museo ha radici antiche: è l'erede del Museo patrio archeologico, fondato nel 1862, e della raccolta di Brera, nata per salvare i reperti delle chiese soppresse.