Musei del Castello Sforzesco

Musei del Castello Sforzesco

Piazza Castello 2. (Apri Mappa)

Descrizione

I Musei del Castello Sforzesco sono le collezioni civiche di Milano, ospitate nelle sale del Castello Sforzesco: dipinti, sculture, mobili, ceramiche, strumenti musicali, reperti archeologici. Il pezzo più celebre è l'ultima scultura di Michelangelo, la Pietà Rondanini.

È un percorso lungo e vario, da scegliere con calma. Il Museo d'arte antica, al piano terra della corte ducale, occupa sale decorate al tempo dei Visconti e degli Sforza e racconta l'arte milanese e lombarda dalla tarda età romana alla fine del Cinquecento.

Qui c'è il monumento equestre a Bernabò Visconti e il monumento funebre a Gaston de Foix, tra i pezzi più noti. Nel percorso si incontrano anche la Sala delle Asse, affrescata da Leonardo da Vinci, e la Cappella Ducale, decorata da Bonifacio Bembo.

La Pinacoteca conserva dipinti dal gotico al Settecento: Filippo Lippi, Antonello da Messina, Mantegna, Tiziano, Correggio, Canaletto, Tiepolo e i grandi della scuola lombarda, come Vincenzo Foppa e il Cerano.

Il castello ospita anche altri musei: della Preistoria, quello egizio, degli strumenti musicali, del Mobile, delle Arti decorative e le raccolte extraeuropee. Ci sono anche il Gabinetto numismatico con le monete e le medaglie di Milano.

Il Museo degli strumenti musicali e il Museo del Mobile mostrano come si suonava e come si viveva nelle case milanesi di un tempo. Le Raccolte d'arte applicata riuniscono ceramiche, avori e oggetti preziosi.

Michelangelo ci lavorò fino a pochi giorni prima di morire. Quando la trovarono nel suo studio, l'inventario la descrisse così: «sbozzate e non finite». Arrivò a Milano nel 1952, comprata dal Comune per volere di Fernanda Wittgens, e dal 2015 si vede nell'antico Ospedale spagnolo, nel Cortile delle Armi.

Anche l'allestimento ha fatto storia. Negli anni Cinquanta e Sessanta lo firmò lo studio milanese BBPR, tra il restauro del Cortile Ducale (1954-56) e quello della Rocchetta (1963), e diventò un modello per gli allestimenti museali. È ancora quasi tutto quello di allora.

Nel cortile interno il portico fatto costruire dallo Sforza nel 1473 si chiama «dell'elefante» per un affresco: in origine c'erano anche altri animali, come un leone di cui restano le zampe.

Da non perdere
• La Pietà Rondanini.
• La Sala delle Asse.
• Il monumento equestre a Bernabò Visconti.
• La Cappella Ducale.
• La Pinacoteca.

Lo sapevi?
• Lo scrittore Carlo Dossi donò al museo la sua collezione archeologica, a patto che ne nascesse un museo dedicato: quei reperti sono ancora nei depositi.
• Sotto il portico dell'elefante c'è una lapide da una casa di porta Ticinese, dove furono giustiziati i presunti untori della peste del 1630.